mercoledì 20 aprile 2011

Casa

La scritta sulla casa si stava scrostando lentamente, pezzi di muro cadevano come denti cariati di un vecchio abbronzato. Capelli rossi lisci, sempre di meno, un po' sbiaditi, cadono a ciocchi nelle mani di chi passa sotto il portico dalle piccole colonne bianche. Finestre piccole e vicine con le persiane verdi facevano somigliare la facciata all'occhio di una mosca, e io che aspettavo quel volto avrei voluto aprire un esagono per trovare il mio cerchio.
Qualcuno aveva scritto, a caratteri piccoli, quasi sperasse che nessuno sarebbe mai arrivato a leggere: "vi prego lasciatemi il mio brandello di perfezione".
E io so che eri stata tu.

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