Adele si svegliò stanca, fremente d'un doposbornia epocale e un mal di testa stile ``marchiatura a fuoco''. Era una trimenica, ovvero una triste domenica, poiché pioveva e non aveva nulla da fare. Prese dal frigo una tripolla, ovvero una tritata cipolla, e si mise a ricomporla poiché non aveva nulla da fare. Poco importava che piovesse. Claudio menò tre zampate alla porta e si fece aprire. Era così furbo perché era un trigatto, ovvero un gatto furbo quanto tre gatti.
Adele si svegliò felice, perché aveva appena sognato di svegliarsi e poi erano successe cose strane - e lei non aveva un trigatto di nome Claudio - e i trigatti esistevano solo nella realtà, mentre lei era in una fiaba.
Da quel momento fu tutto un arcobaleno e un placido brucare d'unicorni, e non pioveva come nel sogno ma anzi splendeva un sole danzante come mille candeloni che si rifletteva nei laghi e nei ruscelli e la fresca neve e il fogliame e le capre capravano e il cervo mugghiava e gli scoiattoli non facevano nulla poiché avevano un doposbornia tremendo perché le ghiande erano un po' marciotte e fermentelle.
Adele si svegliò incazzata, perché un sogno felice dopo un sogno insensato lascia sperare bene per il futuro ma invece no: diluviava a tinozze e il mal di testa l'aveva per davvero. Guardò nel frigo e c'era la tripolla, provò a rimontarla ma fallì e quindi si disse mah forse è la volta buona, son sveglia per davvero. Attese paziente ma no, niente trigatto - ovviamente.
giovedì 15 febbraio 2018
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