giovedì 22 ottobre 2009

Il Custode

Buongiorno a tutti, io sono il Custode. Questo è solo un pezzo della mia storia, che purtroppo a sua volta è formata da un'infinità di piccoli episodi strappati qua e là dalla fantasia e dalla letteratura di tutti i tempi.
Vedete, io di mestiere faccio il Custode.
Beh e cosa c'è di strano, direte voi. Eh... Le stranezze nel mio mestiere sono molte.
Io faccio il Custode di un posto molto particolare, un posto dove raramente si vedono persone, un posto dove la migliore compagnia che si riesce ad ottenere è quella di qualche topo di passaggio.
C'è da dire che, effettivamente, nonostante le località spettacolari dove lavoro usualmente, io svolgo un lavoro poco impegnativo e molto tranquillo. Ogni tanto devo annotare qualche ingresso, altre volte qualche fuga precipitosa di clienti terrorizzati dal Guardiano di turno. Non devo nemmeno mai pulire niente, perché secondo i Guardiani questo contribuisce a tenere lontana la gente...
E voi direte, ma che posto è un albergo in cui i proprietari non vogliono clienti?
Beh, vedete... Io custodisco castelli.
Antichi castelli, più o meno diroccati, e la mia storia è triste come quelle che circolano su di essi, ma senza finale felice.
Su di me ci sono poche storie, semplicemente perché a nessuno interessa un mestiere che quasi non esiste, e a nessuno interesso io. Eppure io sono qui, perché questo è il mio posto. Un custode cosa può fare nella vita, se non custodire? Non sono mai stato molto bravo in niente... A scuola sono stato bocciato varie volte, i professori mi dicevano che il banco era solo un albergo per me, che io custodivo. In effetti ero un tipo ordinato e tenevo in perfetto stato il mio banco, tanto che spesso i miei compagni lo scambiavano col loro per poi riprenderselo dopo qualche lezione, come nuovo.
Ma questa è storia antica.
Quanti anni ho? Non so... Penso che la prima storia che parla di me risalga al medioevo, se non prima... Già, sono vecchio. Ma finché qualcuno avrà da scrivere la sua storia su alberghi, castelli, io ci sarò. O così credo.

Il Principe Aelibeth, inviato da suo padre a salvare Coreena, nobildonna elfica la cui bellezza era leggendaria e cantata da innumerevoli poemi, dopo aver sconfitto sedici contendenti e trentasette predoni assetati di sangue, spronò la sua cavalcatura, finalmente in vista del castello di Darpeek. Gli zoccoli del suo magnifico stallone calpestavano furiosamente la terra mista a piccoli sassi mentre Aelibeth si avvicinava al portone. Rune magiche istoriavano la sua armatura di bronzo, che si diceva fosse stata forgiata dal Dio del Tuono in carne, ossa e spirito. Il fossato ribolliva di magma e un'inquietante luce rossastra si rifletteva contro le mura del castello e sul cavaliere.
Facendosi coraggio, il prode guerriero fece indietreggiare di qualche passo il proprio cavallo. Gli diede qualche pacca gentile e affettuosa sul muso: sapeva che ce l'avrebbe fatta senza problemi.
Ancora una volta il destriero divorò il terreno davanti a sé, spiccando con forza stupefacente un salto lunghissimo, che dopo una perfetta parabola lo portò dall'altra parte del fossato.
Sette metri di volata.
Aelibeth, estratta la spada e legato il cavallo ad un provvidenziale piolo fuori dal portone, bussò.
Gli aprì una vecchia figura ammantata e gobba. Si?
Buonasera, sono qui per liberare Coreena.
Per provarci, vorrete dire. Avete un appuntamento?
Io ci riuscirò e basta, e comunque certo che ho un appuntamento! Per chi mi avete preso? Per un contendente qualunque?
Ok ok, non vi scaldate. A questo penserà Lui. Controllo...
Estrasse dalla tasca un taccuino sudicio e malandato, con un solo foglio, ugualmente ammuffito e lurido.
Ah già, eccovi. Benissimo, entrate pure. Gli stranieri sono sempre benvenuti da noi, specialmente all'ora di cena.
Meglio così. Dov'è lei?
E che ne so? Cercatevela da voi, mister cavaliere.
Dannato bifolco, potrei trafiggervi con la mia spada per questo affronto!
No no, vi prego caldamente di non farlo.
Lievemente infuriato, il principe si riscosse ed avanzò nell'oscurità, deciso ad ignorare quell'infida creatura.
Salutatemi calorosamente la vostra beneamata! Buona frittura...
E con un ghigno sinistro, il Custode rientrò nella sua stanza.

Avete mai ascoltato una storia così? No? Beh mi sembra chiaro: non ce ne sono.
Il principe arriva, ammazza tutti, salva l'amore della sua vita e se ne va.
E io? E il Custode? La persona silente e invisibile che fa funzionare tutto? La persona che fa il proprio mestiere alla perfezione e non viene mai ringraziato? La persona che guarda le persone trovarsi ed amarsi, amori sbocciare, battaglie svolgersi, senza avere niente a che fare con nessuno.
Questo è il Custode.
Il Custode è colui che fa lo spettatore di un film di cui non può fare parte, una strana interminabile pellicola che si chiama Vita.

E sì, ogni tanto mi sento triste.

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