Lili - Oh, ciao! Quanto tempo!
Udred - Ciao Lili! sono appena stato al mercato e sapessi cosa non ho comprato, un'infinità di cose, semplicemente perché non avevo soldi, di fatto, però c'erano anche un mare di cose che non mi piacevano o che erano inutili, fatto sta che non ho comprato dei bei cocomeroni verdi, né delle arance marce, né martelli, chiodi, tomini tometti tombini e tosaerba, c'era perfino uno che vendeva parole, e ne aveva anche di belle eh, ah già poi c'era una tipa col vestito giallo che vendeva perle di saggezza, in collane o sfuse, e lì non mi sono tenuta e ne ho comprate un paio, senti questa: "Se i criceti sfrigolano, è ora di scolarli." non è geniale? a me ricorda un sacco la mia zia Alda, che quando è stata costretta a scendere le scale di casa sua si è messa a vaneggiare e credeva di essere Luigi Sedicesimo e continuava a dire no no vi prego, oggi non c'ho testa, e quando l'abbiamo sbarellata come una salama e portata giù di peso ha preso a tremare e aveva di quelle convulsioni che per poco non ci ha staccato i polsi, e fin lì niente da dire, poi quando siamo arrivati dal dottore per curare la sua pianofobia, che non è paura della lentezza ma paura dei saliscendi, siano essi in ascensore, su scale a pioli o a scalini, in pratica comunque si è messa a strillare e diceva di vedere dei Feremilli che svolazzavano tutto attorno, ma noi non vedevamo niente, è stato divertentissimo; già, già; poi la seconda perla di saggezza che ho comprato era un "Cogli l'istmo." che non ho ben capito, se significa che devo cercare una pseudopenisola o se forse significa che devo cogliere quel piccolo legame quasinvisibile che collega ogni isola-figlia alla terra-madre.
Lili - Udred, ma cosa stai dicendo? Sono Lili, sono Io!
Udred - Io? sei proprio tu? Io ma davvero Io? ma è stupendo! non pensavo che avrei mai avuto occasione di incontrare una luna, figuriamoci poi una luna di Giove! ma è un onore, veramente un onore! mi conceda di mostrarle la mia umile dimora, ecco, prego, si accomodi, questo è l'ingresso, lei ha appena calpestato il mio modesto zerbino marroncacca per dissimulare eventuali prodezze canine, qui intorno ne girano un sacco, pulciosi più delle chiappe dei marziani, questo invece è il corridoio, le piastrelle me le sono fatte portare dall'Olterna una per una, e no quelli non sono peli pubici, è solo che è stagione e il mio cagnone nero sta facendo la muta, può appendere qui la sua giacca, la prego, anche se in realtà non sapevo che le lune avessero bisogno di indumenti, beh in realtà è piuttosto ingenuo da parte mia in quanto nello spazio deve fare parecchio freddo, no? ad ogni modo qui si sta abbastanza al calduccio, qui c'è il soggiorno, una specie di buco, però in effetti per essere una luna direi che ci sta parecchio bene per adesso, solo la prego non usi il divano, certe notti ho la pretesa di guardare il cielo ma non avevo mai pensato che un giorno avrei avuto la possibilità di guardare una cosa che di solito vedo così lontana; sa io ho un telescopio, di quelli piccoli, però mi diverto un sacco a guardare il cielo, sono stupende certe notti così buie quando guardi in un paio di lenti e vedi ingrandirsi una luce così grande, così grande, mentre attorno in realtà è tutto buio, penso che ci vorrebbe un enorme telescopio e la terra che ci guarda dentro come una pupilla nuvolosa, così che una stella ogni notte sembri enorme, vicina come un sole, e così che da un lato ci sia una bella luce gialla e dall'altra bianca, per calmare le notti di tutti i bambini del mondo, penso che sarebbe una cosa fantastica... già proprio così! sa, per la pace nel mondo ho fatto due pensieri l'altro giorno, ho pensato che se ci fossero queste due cose tutto, ma proprio tutto andrebbe alla grande: le parole chiave sono stelle e liselle; stelle perché tutti dovrebbero guardare un po' di più le stelle e rendersi conto di cosa sono davvero la bellezza e la grandezza e la distanza, cose che oggi credo facciamo tutti un po' fatica ad inquadrare; liselle perché se tutti ogni sera tranquilli se ne facessero una, buoni buoni, chi con ira, chi con amore, chi con dolcezza, chi con violenza bruta, sarebbe un mondo migliore per tutti, si risolverebbero perfino i problemi di occupazione perché chi non avesse nulla da fare potrebbe sempre lavorare un sacco in cose tipo banche del tempo ma apposta per questo genere di cose, dove ci si può scambiare favori e ricambiare con favore di favore, e così via all'infinito in una gaudienza collettiva che farebbe della via lattea un posto più bianco per tutti, non che il nero sia un brutto colore, per carità, però il bianco è pur sempre il bianco, tranquillizza i bambini...
Lili - Udred, fermati un attimo, non capisco cosa stai dicendo, cosa ti è successo?
Udred - Ho avuto tanto tempo per pensare, tanto che adesso non so più nemmeno cos'è il pensare, se le parole che penso sono solo parole o se lo diventano nel momento in cui le dico, sono così strane le parole, quella bancarella lì al mercato ne vendeva davvero di lunghissime, pensa un po' ce n'era una di trecentosessanta caratteri, mi domando che razza di parola dovesse essere, di certo un superlativo perché tutte le parole lunghe sono superlativi, basti pensare a supercalifragilistiche eccetera che quella simpatica donna continuava a dirmi l'altro ieri, quando l'ho beccata che stava cercando di far piovere con uno strano rituale a base di spuma di birra perché così avrebbe potuto sentirsi un po' meno strana a girare sempre con impermeabile e ombrello nero, ora che ci penso era un po' lugubre, beh, non c'è da stupirsi se poi si è schiantata in motorino, ha avuto la bella idea di tirare sotto una betoniera, ma si sa, le betoniere non si fanno tirare sotto facilmente, anzi, non si fanno tirare proprio, diciamo che non si fanno nemmeno, te l'immagini una betoniera strafatta, che anziché cemento sbocca arcobaleni? e asfaltare tutte le nostre maledette strade di un po' di colori, signora Gwane! cosa sta cercando? il mercato? guardi, prenda la strada rossa poi a destra lungo quella cremisi e poi duecento metri di color tramonto e poi giri a sinistra lungo la strada acquamarina, certo questa organizzazione ha anche i suoi inconvenienti, tipo i postini daltonici si suicideranno in massa, dopo aver sporto denuncia inutilmente presso i sindacalisti ciechi, però almeno sarebbe un mondo più colorato, signora Io, non pensa? ma mi dica, sono curioso, lei mi parla dalla bocca o da un cratere? sa, è la prima volta che parlo con una luna... ora che ci penso, sarebbe carino se lei fosse una mia allieva, avere una luna come alunna sarebbe un vanto per ogni professore in pensione che si rispetti, è interessata?
Lili - Vediamo... Il tuo discorso è istimico?
Udred - Beh, tecnicamente sì, ma si può anche parlare di sismico, in questo caso, vedi, ogni planetoide che si rispetti ha avuto il suo passato di movimenti e di crampi, ogni superficie s'è increspata almeno una volta, perfino i pianeti un giorno hanno sorriso, perfino loro.
Lili - D'accordo, e la signora Gwane che ne pensa di te e dell'Olterna?
Udred - Beh, mi ha visto proprio la settimana scorsa e stava cavando tappi per conto di suo padre, anche se in realtà non mi sembrava molto felice, suo fratello le passava le bottiglie e lei le stappava, e poi era costretta a ingoiare il tappo perché il cestino era pieno e lo svuotacestini era a casa con l'influenza, senza contare il fatto che il suo muovisedia s'era addormentato, il muovimuovisedia era assente per malattia, e il muovimuovimuovisedia faceva lo stronzo e stava lì fermo ridacchiando a guardarla ingrassare tappo dopo tappo, devi sapere che in quella casa le cose sono abbastanza strane, è tutto automatizzato, ma da persone e non da meccanismi, perché non si fidano dell'elettronica, l'unica cosa elettrica che hanno in casa è una lucciola che schiavizzano al posto della lampada della cucina che s'è fulminata nel trentadue, dopo un tuono che ha centrato il tetto e intronato tutto il palazzo, beh, comunque, ogni cosa è fatta da una persona, ma per esigenze di controllo nessuna persona ha l'autorizzazione a fare niente se prima non viene grattata sulla schiena da una seconda persona, ma lo stesso vale per questa. Per esigenze di varia natura sono stati costretti a fermare il processo alla terza persona, Egli, perché altrimenti avrebbero pagato più stipendi che suole di scarpe, e non potevano troppo permetterselo, fatto sta che l'Egli di turno perlopiù si faceva i cazzi propri e anzi era quello che si divertiva di più in generale, ne ho conosciuto uno che passava i suoi giorni anziché a grattare la persona davanti, a tirargli chicchi di riso con la cerbottana, ma purtroppo il loro lavoro era girare una maniglia, quindi ogni volta la porta non si apriva, il padrone tirava giù un parroco, e dopo un paio di settimane fu licenziato con una scarpata in fronte che lo stese ad aeternum; cose che capitano.
Lili - Cose che ciurma.
Udred - Vedo che cominci a capire.
Lili - Tutto ciò ha un senso.
Udred - Certo che ne ha uno, almeno uno. Istmi cara mia, istmi.
Lili - Non farlo.
Udred - Lo farò.
Udred - Ciao Lili! sono appena stato al mercato e sapessi cosa non ho comprato, un'infinità di cose, semplicemente perché non avevo soldi, di fatto, però c'erano anche un mare di cose che non mi piacevano o che erano inutili, fatto sta che non ho comprato dei bei cocomeroni verdi, né delle arance marce, né martelli, chiodi, tomini tometti tombini e tosaerba, c'era perfino uno che vendeva parole, e ne aveva anche di belle eh, ah già poi c'era una tipa col vestito giallo che vendeva perle di saggezza, in collane o sfuse, e lì non mi sono tenuta e ne ho comprate un paio, senti questa: "Se i criceti sfrigolano, è ora di scolarli." non è geniale? a me ricorda un sacco la mia zia Alda, che quando è stata costretta a scendere le scale di casa sua si è messa a vaneggiare e credeva di essere Luigi Sedicesimo e continuava a dire no no vi prego, oggi non c'ho testa, e quando l'abbiamo sbarellata come una salama e portata giù di peso ha preso a tremare e aveva di quelle convulsioni che per poco non ci ha staccato i polsi, e fin lì niente da dire, poi quando siamo arrivati dal dottore per curare la sua pianofobia, che non è paura della lentezza ma paura dei saliscendi, siano essi in ascensore, su scale a pioli o a scalini, in pratica comunque si è messa a strillare e diceva di vedere dei Feremilli che svolazzavano tutto attorno, ma noi non vedevamo niente, è stato divertentissimo; già, già; poi la seconda perla di saggezza che ho comprato era un "Cogli l'istmo." che non ho ben capito, se significa che devo cercare una pseudopenisola o se forse significa che devo cogliere quel piccolo legame quasinvisibile che collega ogni isola-figlia alla terra-madre.
Lili - Udred, ma cosa stai dicendo? Sono Lili, sono Io!
Udred - Io? sei proprio tu? Io ma davvero Io? ma è stupendo! non pensavo che avrei mai avuto occasione di incontrare una luna, figuriamoci poi una luna di Giove! ma è un onore, veramente un onore! mi conceda di mostrarle la mia umile dimora, ecco, prego, si accomodi, questo è l'ingresso, lei ha appena calpestato il mio modesto zerbino marroncacca per dissimulare eventuali prodezze canine, qui intorno ne girano un sacco, pulciosi più delle chiappe dei marziani, questo invece è il corridoio, le piastrelle me le sono fatte portare dall'Olterna una per una, e no quelli non sono peli pubici, è solo che è stagione e il mio cagnone nero sta facendo la muta, può appendere qui la sua giacca, la prego, anche se in realtà non sapevo che le lune avessero bisogno di indumenti, beh in realtà è piuttosto ingenuo da parte mia in quanto nello spazio deve fare parecchio freddo, no? ad ogni modo qui si sta abbastanza al calduccio, qui c'è il soggiorno, una specie di buco, però in effetti per essere una luna direi che ci sta parecchio bene per adesso, solo la prego non usi il divano, certe notti ho la pretesa di guardare il cielo ma non avevo mai pensato che un giorno avrei avuto la possibilità di guardare una cosa che di solito vedo così lontana; sa io ho un telescopio, di quelli piccoli, però mi diverto un sacco a guardare il cielo, sono stupende certe notti così buie quando guardi in un paio di lenti e vedi ingrandirsi una luce così grande, così grande, mentre attorno in realtà è tutto buio, penso che ci vorrebbe un enorme telescopio e la terra che ci guarda dentro come una pupilla nuvolosa, così che una stella ogni notte sembri enorme, vicina come un sole, e così che da un lato ci sia una bella luce gialla e dall'altra bianca, per calmare le notti di tutti i bambini del mondo, penso che sarebbe una cosa fantastica... già proprio così! sa, per la pace nel mondo ho fatto due pensieri l'altro giorno, ho pensato che se ci fossero queste due cose tutto, ma proprio tutto andrebbe alla grande: le parole chiave sono stelle e liselle; stelle perché tutti dovrebbero guardare un po' di più le stelle e rendersi conto di cosa sono davvero la bellezza e la grandezza e la distanza, cose che oggi credo facciamo tutti un po' fatica ad inquadrare; liselle perché se tutti ogni sera tranquilli se ne facessero una, buoni buoni, chi con ira, chi con amore, chi con dolcezza, chi con violenza bruta, sarebbe un mondo migliore per tutti, si risolverebbero perfino i problemi di occupazione perché chi non avesse nulla da fare potrebbe sempre lavorare un sacco in cose tipo banche del tempo ma apposta per questo genere di cose, dove ci si può scambiare favori e ricambiare con favore di favore, e così via all'infinito in una gaudienza collettiva che farebbe della via lattea un posto più bianco per tutti, non che il nero sia un brutto colore, per carità, però il bianco è pur sempre il bianco, tranquillizza i bambini...
Lili - Udred, fermati un attimo, non capisco cosa stai dicendo, cosa ti è successo?
Udred - Ho avuto tanto tempo per pensare, tanto che adesso non so più nemmeno cos'è il pensare, se le parole che penso sono solo parole o se lo diventano nel momento in cui le dico, sono così strane le parole, quella bancarella lì al mercato ne vendeva davvero di lunghissime, pensa un po' ce n'era una di trecentosessanta caratteri, mi domando che razza di parola dovesse essere, di certo un superlativo perché tutte le parole lunghe sono superlativi, basti pensare a supercalifragilistiche eccetera che quella simpatica donna continuava a dirmi l'altro ieri, quando l'ho beccata che stava cercando di far piovere con uno strano rituale a base di spuma di birra perché così avrebbe potuto sentirsi un po' meno strana a girare sempre con impermeabile e ombrello nero, ora che ci penso era un po' lugubre, beh, non c'è da stupirsi se poi si è schiantata in motorino, ha avuto la bella idea di tirare sotto una betoniera, ma si sa, le betoniere non si fanno tirare sotto facilmente, anzi, non si fanno tirare proprio, diciamo che non si fanno nemmeno, te l'immagini una betoniera strafatta, che anziché cemento sbocca arcobaleni? e asfaltare tutte le nostre maledette strade di un po' di colori, signora Gwane! cosa sta cercando? il mercato? guardi, prenda la strada rossa poi a destra lungo quella cremisi e poi duecento metri di color tramonto e poi giri a sinistra lungo la strada acquamarina, certo questa organizzazione ha anche i suoi inconvenienti, tipo i postini daltonici si suicideranno in massa, dopo aver sporto denuncia inutilmente presso i sindacalisti ciechi, però almeno sarebbe un mondo più colorato, signora Io, non pensa? ma mi dica, sono curioso, lei mi parla dalla bocca o da un cratere? sa, è la prima volta che parlo con una luna... ora che ci penso, sarebbe carino se lei fosse una mia allieva, avere una luna come alunna sarebbe un vanto per ogni professore in pensione che si rispetti, è interessata?
Lili - Vediamo... Il tuo discorso è istimico?
Udred - Beh, tecnicamente sì, ma si può anche parlare di sismico, in questo caso, vedi, ogni planetoide che si rispetti ha avuto il suo passato di movimenti e di crampi, ogni superficie s'è increspata almeno una volta, perfino i pianeti un giorno hanno sorriso, perfino loro.
Lili - D'accordo, e la signora Gwane che ne pensa di te e dell'Olterna?
Udred - Beh, mi ha visto proprio la settimana scorsa e stava cavando tappi per conto di suo padre, anche se in realtà non mi sembrava molto felice, suo fratello le passava le bottiglie e lei le stappava, e poi era costretta a ingoiare il tappo perché il cestino era pieno e lo svuotacestini era a casa con l'influenza, senza contare il fatto che il suo muovisedia s'era addormentato, il muovimuovisedia era assente per malattia, e il muovimuovimuovisedia faceva lo stronzo e stava lì fermo ridacchiando a guardarla ingrassare tappo dopo tappo, devi sapere che in quella casa le cose sono abbastanza strane, è tutto automatizzato, ma da persone e non da meccanismi, perché non si fidano dell'elettronica, l'unica cosa elettrica che hanno in casa è una lucciola che schiavizzano al posto della lampada della cucina che s'è fulminata nel trentadue, dopo un tuono che ha centrato il tetto e intronato tutto il palazzo, beh, comunque, ogni cosa è fatta da una persona, ma per esigenze di controllo nessuna persona ha l'autorizzazione a fare niente se prima non viene grattata sulla schiena da una seconda persona, ma lo stesso vale per questa. Per esigenze di varia natura sono stati costretti a fermare il processo alla terza persona, Egli, perché altrimenti avrebbero pagato più stipendi che suole di scarpe, e non potevano troppo permetterselo, fatto sta che l'Egli di turno perlopiù si faceva i cazzi propri e anzi era quello che si divertiva di più in generale, ne ho conosciuto uno che passava i suoi giorni anziché a grattare la persona davanti, a tirargli chicchi di riso con la cerbottana, ma purtroppo il loro lavoro era girare una maniglia, quindi ogni volta la porta non si apriva, il padrone tirava giù un parroco, e dopo un paio di settimane fu licenziato con una scarpata in fronte che lo stese ad aeternum; cose che capitano.
Lili - Cose che ciurma.
Udred - Vedo che cominci a capire.
Lili - Tutto ciò ha un senso.
Udred - Certo che ne ha uno, almeno uno. Istmi cara mia, istmi.
Lili - Non farlo.
Udred - Lo farò.
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