Lei scrisse: "Pina colada, con il miele, incenso, letto con la coperta, luce soffusa, un libro, calore, vestiti morbidi, dopo un pomeriggio passato all'aperto, con la bicicletta."
Lui le avrebbe volentieri risposto, così sull'unghia: "Fazzoletti che stanno rapidamente finendo, raffreddore, con tanto catarro ben puzzolente, dopo un pomeriggio passato nella mia camera marcia a devastarmi di pippe. Fly down, baby."
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O anche: "Una semplice chiavata no eh?"
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O anche: "Mi ti tromberei contemporaneamente in dodici posizioni tra loro incompatibili, se solo non fosse che sei una criptobigotta che si rifiuta di darmela accampando risposte ormonali a fronte di imponenti questioni metafisiche la cui rilevanza etica sfugge alla sua mente tanto inebriata di diversità da non saper riconoscere cosa è la vicinanza."
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No perché, non per essere melodrammatico, ma un filo di luce bianca calda soffice profumata che io mi dovrei legare al polso sinistro prima di andare a dormire non mi sostiene, se mi lancio da un balcone.
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Io: "Mi piacerebbe dormire di fianco a te."
Lei: "Eh... Semai..."
(Io:) "Ma come semai? Cazzo! Io ti sto dicendo che ho un desiderio reale qui, ora, e tu mi dici semai massì forse un giorno come se fosse una minchia di eventualità da cui per il momento ti distanzi? Ma piuttosto dimmi qualcosa del tipo sarebbe bello caro, ma non mi sembra il caso per qualunque ragione sia per quanto stupida possa essere oppure qualcosa del tipo no mi farebbe schifo o non me ne frega un cazzo, ma non mi puoi dire semai. Cazzo!"
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Cazzoooo! Cazzo! Cazzo! Cazzo! CAAAAAAAAZZO!
domenica 18 novembre 2012
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