Dato che la parola "cetriolo" di per sé si prestava ad interpretazioni controproducenti, i suoi pensieri dapprima indugiarono sulla classica e probabilmente abusata "fava", e infine caddero sulla parola semplicemente giusta: "boleto". Giusto mezzo tra onomatopea e metafora.
Quindi si prese il cuore in mano, la guardò dritta in faccia, e proferì: «Non trifolarmi il boleto.».
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento