Un passo polveroso dopo l'altro, sollevo mulinelli di granelli di sabbietta finefine che produce una strana danza con la luce che filtra dalla finestra a soffitto...
Il muro appena abbattuto da mio padre mi guarda lamentoso da terra, prostrato a colpi di mazzetta. Dietro c'è solo un buco nero, con dentro solo una lampada.
Sfrego una lampada, dimenticata in soffitta da secoli, dimenticata forse da un vecchio nonnetto arteriosclerotico e murata viva forse dal suo nipotino brufoloso...
Un dolce genietto mi domanda cosa voglio da lui e mi offre i famosi tre desideri, che però, dato che è stronzo, diventano due (si autodesidera una birra... dopo tanto tempo di reclusione un po' di sete gli è venuta, con tutta la polvere che si è ingollato...)
Ed io cosa faccio panico!?!? Panichissimo!!!
Tanto panicheggio che per poco non mi cade la lampada.
Mi dice di sbrigarmi che si è già rotto di aspettarmi e perché è irritato perché la birra che si è autodesiderato era un po' scadente... ( L'aveva voluta espressamente "dalla riserva di Ramsete II" )
Panico panico! Aspetta un po' genietto dammi qualche minuto... Non posso desiderare così su due piedi!
Il genietto mi guardò per un attimo scettico, guardando prima i miei piedi polverosi e dunque la sua coda fluttuante che pendeva evanescente dalla lampada nella mia mano sinistra. Va bene va bene o polveroide umanoide... Fai pure.
Cosa desiderare... Cosa desiderare...
No maledizione questo protoplasma mi dice che la felicità non vale... Si può al massimo desiderare la felicità di un'altra persona...
Mannaggia...
Cosa desiderare... Cosa desiderare...
Ho una famiglia benestante una casa enorme due fratelli due genitori che si amano... Che si amano... È forse questo che manca?
No, maledizione, nemmeno l'amore è valido... Puzzone d'un genio... Gli avranno fatto qualche chilometro di ragnatele in testa in questi secoli...
Cosa desiderare... Cosa desiderare...
Desidererei la felicità di una persona in particolare... La persona cui in questo momento tengo di più... Ma questa persona sta bene, è già felice... E se non lo fosse sarebbe colpa mia ed io non avrei più ragione d'esistere, non potrei comunque risolvere tutto con un desiderio... E dato che lei è felice lo sono pure io dunque non potrei nemmeno volendo desiderare la mia felicità...
Il genietto si spazientisce e comincia a grattarsi vigorosamente la narice destra, penetrando la cavità con un dito estensibile fino a profondità che credevo impossibili. Mi aspetto di veder spuntare un dito dal suo ombelico da un momento all'altro...
Mi riconcentro... Dunque... Dicevamo..?
Ci sono persone cui tengo e tenevo e cui ho causato enormi dispiaceri... Queste persone sono... Una... Due... ... ... E basta. Sono due! Come mi suona bene questo numero...
Dunque genio, smettila di scanappiarti ed ascoltami bene...
"Io desidero......"
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