sabato 13 dicembre 2008

L'Arcobaleno


Oh.
Eccomi al mondo.
Mi verrebbe da dire bello schifo.
Appena nata ed eccomi già che cado, senza nemmeno aver fatto il primo passo.
C'è chi ha la fortuna di scivolare a lungo sulle guance prima di cadere... Ma io no... Un sussulto ed eccomi già a precipitare, senza nemmeno aver avuto la possibilità di solleticare un po' il viso di questa tizia...

A volte quando piangi ci sono quelle lacrime carogne che ti solleticano le guance ed allora devi cominciare a grattarti mentre vorresti solamente piangere in pace per avere piena coscienza delle gocce salate che ti scendono dagli occhi...
E pensare che non so nemmeno chi è.
Chissà come si chiama, chissà come mai mi ha pianto.
Sono piena di sentimenti non miei... Che mestiere ingrato... Essere prodotte dalle emozioni altrui, e dunque soffrirne finché non ci si spappola per terra.

Ed una volta cadute per terra? Subito si finisce assorbite da qualche parte, o si evapora in breve tempo, lasciando solo un leggero alone di sale...
E le emozioni finiscono così lavate dalla pioggia... Dev'essere bello essere piante in un giorno di pioggia... Ho sentito di un tizio che diceva che a pochi piace la pioggia, ma è soltanto perché pochi sanno che permette di piangere camminando a testa alta.
Ora purtroppo non piove dunque non ho nemmeno la compagnia di qualche goccia di pioggia... Non sono simpatiche come le lacrime, ma insomma ci si accontenta, raramente capita di essere piante in due assieme...

Le cose strane succedono quando si piange per la felicità... Dicono che essere una lacrima di felicità sia una cosa stupenda... Chissà... Forse evaporando tornerò nel ciclo dell'acqua e sarò nuovamente bevuta da qualcuno e sarò felicemente pianta. Sarebbe stupendo... Ma questa è superstizione, nessuno sa cosa c'è dopo.
Abbiamo poca vita noi... Qualche pensiero prima di cadere...
Ma se abbiamo fortuna finiamo piante in qualche pozzanghera oppure in un bicchiere, od in un fiume.

Le cose si fanno invece molto più interessanti quando si viene piante in qualcosa di alcolico... Il vino è molto giocoso. La grappa è un po' troppo espansiva, ma insomma...
Invece non si direbbe ma la birra è taciturna...
Beh, ma questo non è il mio caso... Non piove, non nevica, e sotto di me non vedo niente di liquido... Né tanto meno di alcolico maledizione... Mi sa che sto semplicemente per spappolarmi.
Che tristezza... Sono stata pianta per amore... E per causa sua devo anche svanire subito...
Ma senza l'amore non sarei nemmeno nata, dunque come condannarlo?
Forse è anche questo l'amore, il soffrire con la costante consapevolezza che ne valga la pena. O perlomeno la speranza.
Ed eccomi piena di pensieri non miei... Che mente contorta che ha questa tizia che mi ha pianta...
Doveva essere davvero disperata... Quante sorelle!

Vedo del legno che si avvicina... Si si è proprio legno, sembra quasi un parquet...
Se non ci fosse tutta questa luce potrei anche guardarmi intorno.
Oh... La luce si spezza dentro di me... La luce si spezza ed un minuscolo arcobaleno goccioliforme si proietta per qualche millisecondo sulla scrivania.
Chissà se lei se n'è accorta...
Dopotutto i sentimenti di cui sono fatta fanno qualcosa di buono allora...

Il mio piccolo arcobaleno si avvicina...
Oh! Sorpresa... Sto cadendo su di un'altra lacrima... Chissà di chi è. Non sembra una sorella...
Avevo sentito che poteva capitare, ma bisogna essere davvero fortunate.

Ed ecco l'impatto...
Ahia... Che brutto il non avere un corpo fisico, così da non potersi opporre nemmeno un po' allo spappolamento. Solo questa maledetta tensione superficiale mi impedisce di esplodere subito in mille molecoline... E mi lascia il tempo di essere assorbita lentamente, moolto lentamente, mentre i miei sentimenti sublimano nell'aria.
Ed io impotente...

Ho come la sensazione di aver perso un po' di pezzi nello schianto... Mi sento meno emozioni... Forse è un bene.
Una singola lacrima ne può contenere fin troppe...
Ah giusto mi stavo dimenticando che sono caduta praticamente sopra ad una compare! Fantastico!
Mmm però siamo ancora un po' distanti... Un paio di millimetri... Non mi sono spappolata abbastanza, che sfortuna. Già che devo spappolarmi, posso anche farlo bene! Ed invece no... Devo spappolarmi poco e male. Questa si che è sfortuna...

Ma qualcosa si sta muovendo! Bello bello! Evvai che ci incontriamo... Un po' di vento la sta muovendo verso di me...
Ed ecco il contatto... Prima timido, poi dirompente... Lentamente ci mischiamo, ci confondiamo.
Siamo una cosa sola.
Siamo una cosa sola.

Due tristezze per la stessa ragione, incrociatesi sul parquet di un corridoio.
Due tristezze piante per lo stesso motivo, vissuto in due modi complementari.
Due lacrime che diventano una sola, due lacrime per uno stesso momento.
Per due persone che non si conoscono
ma sono accomunate dallo stesso dolore.

Per due che diventano una sola.
Per due che si completano, per due piccoli arcobaleni d'emozioni che assieme nella luce e nell'ombra, nella mezza luce e nella penombra, si toccano e per qualche ragione si vogliono bene.

Si toccano, si capiscono, si vogliono bene e si confortano, attendendo il passaggio di uno strofinaccio o un raggio di sole che le faccia evaporare.
E le nuvole che raccolgono tutte quelle schegge d'emozioni, provenienti da ogni parte del mondo, provenienti da tutto e da tutti, e che a loro ritornano... Chissà cosa pensano le nuvole.

Non si sa mai se temere o invidiare le nuvole...
Ma amo la pioggia.
La pioggia è completa, la pioggia è il tutto, è quell'elemento impassibile che bilancia un qualcosa di sbilanciato. Perché nelle nuvole si condensa tutto. E dalle nuvole piove il nulla. Il nulla di cui abbiamo bisogno per capire noi stessi...
Solo a confronto col nulla si vede il qualcosa che ci costruisce.

E la pioggia poi dalle nuvole ci piove addosso, e da essa fiorisce nuova vita, mi piace pensare che i fiori sono anche un po' fatti di lacrime... I fiori sono un po' fatti di noi.
E l'arcobaleno non è che un'infinità di gocce lacrime ed emozioni che scompongono la luce per noi lassù nel cielo...

Ecco perché è tanto bello...

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