mercoledì 28 gennaio 2009

La Metamorfosi

Può una cosa polimorfa cambiare?

Seduto ad aspettare che il figlio finisse la visita medica, nella sala d'attesa, notò una bambina che giocava con un pezzo di pongo.
Le sue piccole dita lo stavano modellando, nell'evidentemente futile tentativo di costruire un quadrupede.
Bello bello mi piace ora devo solo ricordarmi com'è fatto un cane... No così sembra più una farfalla... Ma i cani hanno quattro zampe? O una è la coda? Si si devono avere tre zampe più la coda. E il muso? Allora forse le zampe sono due. O tre?
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E adesso cosa sta facendo? Prima almeno sembrava un animale, ora boh, qualcosa come un albero. Ora invece.... Forse qualcosa di alato. Sembra...
È strano cercare di descrivere quel pezzo di pongo. Ha così tante sfaccettature che non lo si può descrivere. È un pezzo unico, ma lo puoi dividere. Potrebbe fargli un centinaio di zampe come anche nessuna. Potrebbe trasformarlo in un gatto un grattacielo un cavatappi, così da un momento all'altro.
Ma ORA, in questo momento, cos'è quel pezzo?
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Beh proviamo a pensare a Peggy, si lei ha quattro zampe. Ma come sono difficili questi cani, che noia. Potrei provare a fare qualcosa di meno difficile, come un uomo. Si un bambino. Faccio il mio amico Luca. Almeno ho solo due zampe da fare.
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Ecco, sta ancora cambiando qualcosa.

La faccia contratta dalla concentrazione, la bimba stava ancora modellando il pezzo di pongo, con evidente difficoltà. La madre leggeva una rivista a qualche passo da lei. Era completamente assorta da qualche sfilata di moda.
"Mamma mamma! Ho fatto Luca!"
Per qualche secondo la mamma non si accorse nemmeno di lei, poi scostò un attimo la rivista per scoccare alla figlia un sorriso finto come il suo seno. Fatto ciò, disse "Ma che brava che sei! Ora prova a fare il papà", distogliendo lo sguardo dal pezzo di pongo per posarlo nuovamente sulle gambe meravigliosamente lisce di qualche modella.
La figlia si accontentò di questa reazione, e appallottolò nuovamente la sua scultura.
Il papà, sì posso fare il papà bello bello, mi piace ma in fondo forse è uguale a Luca... Solo più alto, più grasso, un po' più rotondo...
Dunque disegnò sulla pallina di pongo con l'unghia un sorriso e due occhietti infossati.
"Eccolo mamma eccolo!"
E lei, un po' sbuffando, guardò nuovamente la sua creazione.
"Oh bellissimo, gli assomiglia proprio!"
E tornò alla rivista.

Ingoiando qualche risata per l'innocenza e l'ingenuità della bimba, lui pensò che somigliava molto a suo figlio. Avevano più o meno la stessa età.
In fondo non ci sono che sfumature al mondo... Ogni cosa cambia, solo per diventare qualcos'altro. E cos'è qualcosa, colto nel momento in cui diventa qualcos'altro?
Cos'è quel pongo mentre le dita di quella bimba lo premono e stirano e strappano per farlo diventare Luca, il padre o chissà quale altra fantasia? È pongo? Sì, senza dubbio di quello si tratta. Ma è qualcos'altro, è una cosa che cambia, è una mutazione.
Le curve del suo pongo non hanno spigoli, ma solo sfumature. Non esistono linee rette, esistono solo curve, passaggi graduali, sfumati.
E così è anche la bimba, lei non è lei. Cioè, è lei, ma è quello che sta diventando. Lei non è sé stessa fissata in quel momento. Lei è un'entità che cambia per diventare qualcos'altro. Ogni istante in sé stesso non è niente, ha un senso solo se ha un passato o un futuro.
Niente nasce dal niente... Ogni cosa deriva da qualcosa... Ogni ombra da una luce, ogni bambino da un ovulo, ogni pianta da un seme, ogni giorno da una notte, ogni uovo da una gallina. O ogni gallina da un uovo?
E ogni cosa non è che uno stadio intermedio, una metamorfosi...
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E ora, cosa facciamo con questo pongo?


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