domenica 25 gennaio 2009

Luci Nella Notte

Ora ricominciamo da capo, lasciamo perdere le lucciole. Loro non mi riguardano... Sono distanti, volano inutili, vivendo per loro stesse.
Era accovacciata su una grossa pietra liscia, sotto un albero poco distante da casa sua. Era notte e le era venuta voglia di uscire di casa, sedersi lì sotto e pensare, in compagnia dei piccoli animaletti intermittenti che tanto la riguardavano...
Tutto è cominciato in un posto come questo, ora potrebbe anche decidere di finire qui, non mi stupirebbe affatto.
Ci sono così tante lucciole... E sono tutte qui. Scommetto che dall'altra parte di quella rete non ce n'è così tante.

E aveva ragione: in quel posto ce n'erano veramente tante... Come quel giorno. Come quella serata, magica, che tutti sognano ma che pochi hanno il piacere di vedere.
Moltissimi vorrebbero che le cose importanti accadessero in un'atmosfera particolare, speciale, peculiare, solo per loro, perfetta, privata. Non sempre accade, ma lei aveva avuto questa fortuna.
Si guardò attorno e pensò che quel posto era molto simile a quello dove era successo tutto.
Si chiese come avesse potuto succedere tutto quanto. Come aveva potuto lasciarlo.
È sempre stata una corsa, contro il tempo, contro noi stessi... E abbiamo entrambi perso.
Lascio queste lucciole qui per te, perché so che ti piacciono... E tu sei forse dall'altra parte della notte a guardare le lucciole come me. Sarebbe buffo in effetti.


Proprio lui che in quel momento lasciava che pioggia e lacrime si confondessero sul suo volto, sdraiato sulla pietra liscia sotto all'albero.

E lei continuava a pensare, avvolta nella sua felpa.
Cosa è successo... Cosa è successo...? No, non mi sono fatta guidare da cose stupide, so di essere ormai in grado di ragionare... No, non mi sono fatta guidare da queste lucciole... Ho fatto la cosa giusta, ho fatto la cosa giusta...
Ho fatto l'unica cosa da fare... E ne paghiamo le conseguenze.
Ed ora come farò a guardarlo negli occhi? Dopo che li ho fissati impassibile, in lacrime? Come farò?

Una lucciola impavida si avvicinò troppo a lei, e fu colta dalla sua mano.
Non sapeva nemmeno lei perché l'aveva fatto, era stata una cosa istintiva.
Subito dopo si pentì del suo gesto.
No, tu non c'entri. Lasciatemi stare, stasera. E perché maledette lucciole non vi spegnete tutte? Spegnetevi! Non potete illuminare questa notte, nemmeno voi! Non ne avete il potere né il diritto! Lasciate il buio al buio, andate da lui, andate da lui...

Proprio lui che quella notte avrebbe dato tutto per vedere in una lucciola i suoi ricordi più preziosi.

Lei si alzò all'improvviso, scossa da tremiti. Prese un sottile ramo ed uccise le lucciole.
Tutte quante.
Una frenesia distruttiva che non l'aveva mai colta. Doveva sfogare in qualche modo tutto quello che aveva dentro, non aveva senso parlare.
Nel silenzio della notte, si sentiva solo il sibilare del ramo, con ogni tanto qualche piccolo rumore, ed una cascatella di scintille fluorescenti.
Dopo dieci minuti, il suo rametto era cosparso di strisciate gialle brillanti nel buio.
Lei, ferma al centro del prato, non capiva più.

E chi capisce più qualcosa?

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