Si dice esista una dama, in un bosco qui vicino, bianca come la bellezza. Non sono io a dirlo, badi bene, le voci di questo genere vengono tutte disseminate da pazzi del calibro di Fralocco e Orbello, quei due laggiù che sembrano perennemente convinti di essere degli struzzi.
Questa dama, a quanto ho sentito, è una donna magnifica e buona, che sta morendo. La sua bellezza è leggendaria, e da tutta l'Olterna sono venuti uomini, Berrefelli, vecchiette, criceti, bimbi e bimbe di ogni età e svariate altre creature per il solo scopo di vederla. Una specie di sublime pellegrinaggio alla ricerca di un'ideale.
Dicono che vesta sempre di bianco, ma ogni giorno quel bianco sia diverso. Ora, io di preciso non so come faccia un bianco ad essere diverso da un altro bianco, dunque veda lei se credere o meno a questa balla. Fatto sta che ogni giorno un differente bellissimo cavaliere giungeva dopo un lunghissimo instancabile viaggio a trovarla, e inevitabilmente si invaghiva di lei.
Questa non faceva nulla per sedurli o per trarli in inganno, ma la sua bellezza è così semplice, palese, schietta e disarmante da lasciare a terra chiunque. Io l'ho vista, sapete? Si, era una mattina d'estate, e quella aveva addosso come al solito il suo vestito bianco. O meglio, un suo vestito bianco. Era stupenda, ma non sono riuscita nemmeno ad invidiarla, perché la sua bellezza non era ostentata o arrogante, né pretendeva ammirazione, era splendore e basta.
Lei potrebbe mai invidiare alle stelle di brillare? No. Brillano per lei, per me, per la dama, per tutti gli abitanti dell'Olterna e per ogni singola pulce di ogni minuscolo Feremillo in circolazione, senza pretendere di essere adorate. La bellezza diventa una semplicità, un'abitudine che si riconduce all'essenza: la stella è bella. Non ha bisogno di altro, e non è altro, in tutta la sua basilare, disarmante, schietta semplicità.
Ah già, perdonatemi, stavo dimenticando la cosa più importante: la dama sta morendo.
Sembra che un cavaliere sia riuscito a farla innamorare. Capita perfino ad una stella, sapete?
Ma le sue labbra sono fredde come il ghiaccio, e quei due malcapitati sono rimasti incollati al primo bacio.
Beh, c'è chi invidierebbe a quei due una limonata di codesta entità, ma stanno morendo di fame. Ormai sono tre giorni che sono fermi lì a baciarsi, e non si capisce se effettivamente lui sia rimasto incollato alle sue labbra di ghiaccio, o se tanta è l'emozione provata che ogni necessità viene messa in secondo piano.
In fondo, una stella cosa ha da perdere?
Lasci perdere, non si faccia affascinare da queste storie di stelle, streghe e incantesimi romantici... Guardi in alto, la notte, e sorrida.
Buona serata!
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2 commenti:
molto belli i tuoi racconti!! :)
sono assolutamente d'accordo. la poesia, i racconti e i pensieri lasciati liberi sono la migliore espressione di quello che siamo davvero. anche quello che non vorremmo mai ammettere, prima o poi salta fuori nei nostri scritti. per questo sfogarmi in questo modo, penso sia stupendo!
scusa se magari i verbi non sono messi molto bene, ma ho la febbre e deliro non poco.:)
p.s.= grazie dell'accortezza, ho sistemato l'immagine in modo tale che si legg il titolo.
vorrei anche io mettermi come lettore fisso ma non ne sono in grado. e dire che faccio anche informatica. sarà per vis della febbre!
a presto!
Mel
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