Ho sempre pensato che ogni vetro ha una sua musica, un suo colore, una sua particolare sfumatura e un suo ritmo. Mi piace pensare l'aria come uno spartito, su cui allineare in infiniti modi le note di ciò che vedo. Le nuvole di pensieri strani spesso interferiscono, ma con un bello starnuto a volte va tutto a posto.
Un vetro, potesse parlarmi, mi direbbe probabilmente che lui non potrebbe parlare.
Penso che abbia poca fantasia, un vetro.
Passa le sue giornate ad impedire all'aria e alle cose solide di attraversarlo, ma lascia passare la luce e le immagini, le note. È solamente un filtro.
E i filtri, come si sa, hanno poca personalità e poca tensione alla filosofia, sebbene a volte possano diventare dei discreti rompiballe, specie se sono antiproiettile.
E che dire della vernice?
Oh la vernice è la mia preferita: la puoi mettere ovunque e quella resterà lì a lasciarsi guardare per sempre, o almeno finché non verrà coperta con nuova vernice o con un vecchio ed orribile quadro raffigurante una natura agonizzante (morta sarebbe un complimento).
Ovviamente ci sono diversi tipi di vernice, ma il mio preferito è senz'altro l'acrilico. Lo appiccichi ovunque e non se ne va più, donando per sempre la sua brillantezza a qualcosa di precedentemente squallido. Attacca persino sul vetro, cosa che a questi ultimi non va proprio giù, purtroppo. Per fortuna, con una passata di straccio viene via. Solo dai vetri però.
E cos'è la luce per la vernice? Un celeberrimo pittore del 20° secolo, noto come Vernietzsche, descrisse nel suo libro "L'Arte Della Cornietzsche E Della Tintura Delle Camietzsche" i 26 tipi di pittura esistenti sino ad allora, poi completati da una breve appendice che aggiungeva la pittura col sangue, col pensiero e coi peli di macaco.
Ci sono fate che lasciano tutti a bocca aperta. Sparpagliando fiori d'asfalto qua e là come se niente fosse, noncuranti della bellezza che si lasciano alle spalle e che chissà quale porcello sarà in grado, in un lontano ed ipotetico futuro, di capire. O soltanto di vedere!
Già sarebbe chiedere troppo.
Mi sembra inutile delegare tutto questo agli incensi, così scrivo.
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